Un’esperienza che arricchisce e aiuta a crescere

Oggi vi presentiamo un’altra delle insegnanti volontarie della nostra scuola: Mariagrazia, una maestra-avvocato! Mariagrazia ha iniziato a insegnare a Cambalache da maggio: “Da tempo desideravo svolgere attività di volontariato con persone richiedenti asilo e protezione internazionale, perché ritengo che al momento, vista anche l’ostilità con cui negli ultimi tempi sono trattati, siano tra le persone più bisognose di aiuto. Ne ho parlato con un amico che mi ha consigliato di rivolgermi a Cambalache e qui mi è stato chiesto di insegnare italiano ai ragazzi ospiti. Era quello che mi sarebbe piaciuto fare, perciò ho accettato”.

Mariagrazia segue ragazzi provenienti da Nigeria, Guinea Conakri, Guinea Bissau, Ghana e Gambia. Non avendo esperienza come insegnante, l’approccio a una classe di italiano per stranieri la preoccupava molto: “Sono un avvocato, non ho esperienza come insegnante e anche con le lingue straniere ho qualche difficoltà… Temevo che le mie lezioni non sarebbero state utili. Anche ora a distanza di qualche mese le preoccupazioni restano. So anche, però, quanto questi incontri siano per loro utili per l’apprendimento delle abitudini e della cultura italiana, aspetti su cui io mi concentro particolarmente essendo così importanti per la loro integrazione”. Un’impresa non semplice, a cui Mariagrazia si dedica con passione e calore: “Questi incontri sono utili tanto a loro quanto a me: innanzitutto perché mi permettono di confrontarmi con culture prima d’ora poco o per niente conosciute. Inoltre li vedo rilassarsi lezione dopo lezione, noto che sono contenti di vederti, che i rapporti rispetto a una scuola tradizionale sono più caldi, più umani. Tutto questo permette di superare le difficoltà dovute all’inesperienza e mi aiuta a motivarmi, nonostante le paure sulla mia inadeguatezza”.

E se un giorno questi ragazzi partiranno, se ne andranno per raggiungere qualche altro Paese o per tornare a casa, a cosa sarà valsa tutta questa fatica? “Non importa dove andranno questi ragazzi, che sia in Europa o altrove. Hanno scoperto un mondo nuovo, di cui hanno cominciato ad apprendere le peculiarità culturali e sociali… Tutto questo non può essere valso a nulla. Comunque vadano le cose, la loro mente sarà più aperta e consapevole di quanto il mondo sia vario e misterioso e la loro curiosità non verrà mai meno”.

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