Il 3 ottobre è tutti i giorni

3 ottobre 2013: 368 persone perdono la vita nel Mediterraneo a poca distanza da Lampedusa.
368: un numero dietro a cui stanno uomini, bambini, donne, Eritrea, Ghana, Somalia, Etiopia, Tunisia, Libia. Fuga, speranza, sogni, paura, morte.
Il 3 ottobre 2013 ha attirato l’attenzione di tutti, è la legge dei grandi numeri. Indignarsi davanti a più di trecento morti è facile.
Ma Lampedusa lo sa: il 3 ottobre è tutti i giorni.
Il 3 ottobre è quando qualcuno fugge da un conflitto.
Il 3 ottobre è quando un giovane lascia la propria casa e affronta il viaggio.
Il 3 ottobre è quando muore un ragazzo nel deserto.
Il 3 ottobre è tutti i giorni nella carceri libiche.
Il 3 ottobre è quando muore anche solo un ragazzo su un barcone.
Il 3 ottobre è quando ci sono ritardi nei soccorsi.
Il 3 ottobre è quando uno scafista imbarca 300 migranti a Tripoli.
Il 3 ottobre è quando si fanno le leggi sull’immigrazione.
Il 3 ottobre è quando “sì, ma aiutiamoli a casa loro”.
Il 3 ottobre è quando si proteggono i confini e non le persone.
Il 3 ottobre è quando c’è un naufragio.
Il 3 ottobre è quando un pescatore che soccorre delle persone in mare viene indagato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
Il 3 ottobre è quando un giornalista parla di migranti perché l’alto numero dei morti in mare fa notizia.
Il 3 ottobre è quando una persona raccoglie le arance con una paga da fame.
Il 3 ottobre è quando il nostro mare si trasforma da sogno di libertà in cimitero.
Di frontiera non si deve più morire.
Informati:
Guarda il video dell’UNHCR: 

Guarda il video di Amnesty #SOSEurope: 

Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 21.344 persone. Visita il Blog Fortress Europe

Informati sulle politiche Europee.

Quasi 40.000 i migranti morti nel mondo dal 2000. Leggi il report dell’OIM: “Viaggio Letale”
3.000 di loro sono morti solo nel 2014 attraversando il Mediterraneo. Leggi l’articolo della BBC.
Un anno dopo i naufragi di Lampedusa, aumentano i morti in mare mentre l’Europa continua a guardare dall’altra parte.  Leggi il report di Amnesty: “Vite alla deriva”
Chiediamo insieme l’apertura dei canali umanitari affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee in Libia, in Egitto, in Siria o lì dove è necessario (presso i consolati o altri uffici) senza doversi imbarcare alimentando il traffico di essere umani e il bollettino dei naufragi.
Leggi il report dell’UNHCR: “So close, so far from safety”

Una volta sognai (di Alda Merini)

Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d’avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.
Ero una tartaruga che barcollava
sotto il peso dell’amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.
Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell’acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell’acqua.

Ascolta “Lampedusa lo sa” 

Ascolta “Fortress Europe” 

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