Il Mali, un pezzo di Cambalache

Il Mali, République du Mali, è uno stato dell’Africa occidentale e confina a nord con l’Algeria, ad est con il Niger, a sud con il Burkina Faso e la Costa d’Avorio, a sud-ovest con la Guinea e ad ovest con il Senegal e la Mauritania. Capitale è Bamako.

Il Mali ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960.

Con una popolazione di 14.517.176 abitanti (2009), il forte incremento demografico del paese alimenta intensi flussi migratori, sia stagionali verso il Senegal sia verso l’Europa: la comunità più numerosa vive in Francia. Il Mali si colloca nelle ultimissime posizioni (174°) della graduatoria dell’Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite.

Le condizioni di vita sono precarie per la maggior parte della popolazione, la mortalità infantile è molto alta (122‰), bassa la speranza di vita (54 anni), il tasso di analfabetismo raggiunge l’81% e le carenti condizioni igienico sanitarie favoriscono il diffondersi di epidemie.

Le etnie diffuse in Mali sono BambaraBozoDogonMalinke, SarakolléSonghaiTuareg.

Il francese è l’unica lingua ufficiale e accompagna le altre lingue parlate nel paese: la lingua tuareg e la lingua bambara. In alcune zone del paese si parla il Soninke. Nella zona occidentale del paese è parlato lo Xaasongaxango.

La religione musulmana è la più diffusa tra la popolazione (80%, in maggioranza sunniti), seguita da quella animista (18%), da quella cristiana (1%) e da altri credi (1%).

In base alla costituzione del 1992 il Mali è una repubblica parlamentare con regime semipresidenziale.

In base al Rapporto Annuale di Amnesty International del 2013, nel gennaio dello stesso anno gruppi armati tuareg e islamisti hanno dato il via ad una rivolta che a marzo è sfociata in un colpo di stato militare a Bamako.

Il presidente democraticamente eletto, Amadou Toumani Touré è stato rovesciato e i leader del colpo di stato hanno mantenuto una certa influenza politica causando una divisione del paese su due fronti.

Tale conflitto nel nord del Mali ha provocato morti tra i militari e i civili e lo sfollamento di oltre 400.000 persone, che sono andate a rifugiarsi nel sud del Mali, in Algeria, nel Burkina Faso, in Mauritania o nel Niger.

Fonti: Wikipedia, Rapporto 2013 Amnesty International

 

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