Migrazione e identità: i giovani di Routes&Roots ospiti di APS Cambalache

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Dopo il successo della precedente edizione, martedì 11 aprile Alessandria ospita ancora lo scambio giovanile internazionale Routes&Roots, organizzato da Youth for Understanding in collaborazione con APS Cambalache.

Alla luce dell’afflusso attuale e futuro di rifugiati e del bisogno di movimenti migratori per compensare il declino demografico, la diversità culturale in Europa è destinata ad aumentare. Grazie ai fondi del programma europeo Erasmus +, Routes&Roots darà la possibilità ad un gruppo di più di 50 giovani (di età compresa tra i 15 e i 18 anni) ed animatori da tutta Europa e non solo di esplorare i temi della diversità culturale, delle migrazioni e dell’identità.

APS Cambalache accoglierà i partecipanti che, non solo scopriranno il lavoro di un’associazione locale che lavora con richiedenti asilo, ma avranno anche la possibilità di interagire con gli individui coinvolti nei progetti di Cambalache, ascoltare le loro prospettive e punti di vista, condividere esperienze , comprendere le sfide e le potenzialità dei processi migratori.

Mettendo a frutto l’esperienza degli organizzatori, lo scambio combinerà visite, laboratori, attività di team building, momenti riflessione in sottogruppi e altri metodi di apprendimento.

Lo scambio permetterà ai partecipanti di guardare ai problemi attuali da diversi punti di vista, di essere più consapevoli dei propri stereotipi culturali e più critici nei confronti delle narrazioni veicolate dai media e dai social media, in particolare su immigrati e rifugiati.

Routes&Roots proseguirà poi a Genova con una visita al Museo marittimo e della migrazione, durante la quale i partecipanti potranno scoprire gli itinerari e le storie di emigrazioni italiane e del più recente fenomeno di immigrazione in Italia.

Contatti:

Valeria Ciraldo

Aps Cambalache

Cellulare: +39 320/6568626

Per maggiori informazioni:

APS Cambalache: https://www.facebook.com/nellastessabarca/

EEE-YF: http://www.eee-yfu.org/

YFU Italia: http://www.yfuitalia.org/

5×1000 ragioni per sostenere APS Cambalache

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E’ tempo di dichiarazione dei redditi. Tra il bilancio dei 12 mesi precedenti, le scadenze da rispettare e le telefonate al commercialista, questo momento dell’anno ha anche un lato positivo. Con una firma e, senza nessun costo aggiuntivo, ogni contribuente può scegliere di sostenere con il 5×1000 una buona causa.

Donare il 5×1000 ad APS Cambalache significa entrare a far parte di una comunità fondata sull’accoglienza, la difesa dei diritti e dell’uguaglianza sociale. Significa stringere la mano alle decine di rifugiati e richiedenti asilo che attraversano il nostro territorio e portano sulle spalle il peso di tante ingiustizie.

Oltre alla gestione di un progetto di accoglienza straordinaria e del progetto SPRAR del Comune di Alessandria, APS Cambalache promuove una cultura dell’accoglienza basata sulla conoscenza e l’incontro tra i migranti e i cittadini residenti. Tra le attività principali ci sono i laboratori con le scuole e i gruppi associativi della città, le cene “multietniche” del progetto “Indovina chi viene a cena?” della Rete Italiana di Cultura Popolare, gli incontri di apididattica nell’ambito di “Bee my Job”.

Ogni contributo è fondamentale per continuare ad alimentare il circolo virtuoso che comincia con l’accoglienza e prosegue con la promozione della crescita individuale della persona, attraverso la formazione e l’inserimento lavorativo. “Bee my job” è il progetto pilota di apicoltura sociale e urbana con cui APS Cambalache ha concretizzato questa idea. Vincitore del premio nazionale “Sterminata bellezza”, negli ultimi due anni “Bee my Job” ha formato oltre 40 apicoltori e permesso l’attivazione di circa 20 contratti di tirocinio nelle aziende apistiche del territorio. Da quest’anno, possono aderire al progetto  anche le aziende agricole e i nuovi tirocinanti sono già 25.

Cresce anche l’apiario urbano installato al Forte Acqui di Alessandria: 10 arnie in più per implementare la produzione di miele e favorire ulteriori occasioni di incontro. Poco distante dall’apiario, sta prendendo forma anche l’orto urbano che permetterà di attivare progetti rivolti a soggetti con disagio psichico.

Il 5×1000 ad APS Cambalache è un modo per innaffiare i semi appena piantati, prendersi cura delle api che lavorano e proteggono l’ecosistema e la biodiversità, continuare ad immaginare un mondo rispettoso della natura e dell’uomo.

 

 

“Bee My Job” crea e diffonde “Sterminata bellezza”

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C’è anche “Bee my Job” tra le storie di ‘sterminata bellezza’ premiate nella seconda edizione del concorso promosso da Comieco, Consiglio degli Architetti, Legambiente e Symbola.

Il premio, quest’anno dedicato alle periferie, vuole valorizzare esperienze, idee e persone che guardano al futuro del Paese con la capacità di costruire coesione sociale e di restituire speranza.

Tra circa un centinaio di candidature, Bee My Job è risultata essere una delle 13 esperienze virtuose in grado di rappresentare quello spaccato del Paese pervaso di nuova e sterminata bellezza.

Il progetto pilota di apicoltura sociale e urbana che unisce integrazione e ambiente, lavoro e dignità, impegno e opportunità è salito sul secondo gradino del podio nella categoria “La bellezza dei gesti” per aver messo in connessione le potenzialità occupazionali di un settore in crescita della green economy con il diritto all’integrazione e all’apprendimento per le persone rifugiate, favorendo così processi territoriali virtuosi sia da un punto di vista ambientale che di crescita di comunità inclusive e solidali.

Il progetto,infatti, offre occasioni concrete di formazione professionale e inserimento lavorativo in apicoltura, settore agricolo in attivo e con richiesta di manodopera, tramite il coinvolgimento di associazioni apistiche e agricole di rilievo e l’attivazione di misure di incentivi alle aziende. Beneficiari diretti sono i richiedenti asilo e rifugiati che sono accolti o prossimi all’uscita dai progetti di accoglienza.

Il premio, ritirato il 31 marzo a Roma, arriva in una fase di grande entusiasmo e fermento per APS Cambalache.

Si è appena conclusa, infatti, la formazione dei 25 beneficiari di “Bee My Job 2.0” che, in queste settimane, inizieranno i loro percorsi di inserimento lavorativo nelle aziende aderenti al progetto.

Si sta per aprire, insomma, una nuova stagione apistica di sterminata bellezza.

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Credits: Foto di Vittorio Destro, Domenico Frulio e Daniele Robotti – Gruppo Fotografico Photo Ring, Alessandria.
https://we.tl/XFYOelBbt6

Voci migranti: Louis, Abdou e Mane raccontano la loro esperienza.

La copertura mediatica che i mezzi di informazione locali e nazionali riservano al fenomeno migratorio si riduce spesso all’eco di un rumore di fondo. Non si distinguono le notizie vere da quelle false, i discorsi razionali da quelli creati ad arte per fomentare paura e diffidenza. Capita molto raramente che le voci e i volti dei protagonisti di questa realtà trovino spazio sulle pagine dei giornali, nei servizi televisivi o nei dibattiti pubblici.

Eppure, non potremmo mai descrivere un paese lontano senza intervistare qualcuno che lo ha visitato, non saremmo in grado di definire lo stato d’animo di chi ha perso il lavoro senza parlare con un operaio licenziato. Lo stesso vale per tante altre esperienze della vita: o le viviamo sulla nostra pelle, o ce le facciamo raccontare.

Come potrebbe essere diversamente? E, soprattutto, perché dovrebbe esserlo quando l’oggetto di indagine è tanto complesso?

Forse perché per noi, che stiamo da questa parte del Mondo, è più facile ascoltare quel rumore indistinto piuttosto che fare i conti con le voci che, raccontando una storia, tradiscono un’emozione, si portano dietro un accento preciso.

Allo stesso modo, noi, che siamo nati nella parte fortunata del Pianeta, preferiamo ridurre gli immigrati ad una massa, anche questa indistinta. Le persone smettono di essere persone e diventano rappresentanti di una “categoria”, che possiamo difendere, odiare, proteggere, denigrare. Molto più difficile è essere onesti di fronte a due occhi che appartengono a qualcuno con un nome e cognome, una vita distrutta alle spalle e una da costruire davanti.

Dobbiamo permettere alle persone di tornare ad essere tali. Dobbiamo fare spazio ai volti, guardare gli occhi che ci guardano, alzare il volume quando riusciamo a percepire una voce che cerca di sovrastare il rumore.

Le prime che vi facciamo ascoltare sono quelle di Louis, Mane e Abdou. Tre ragazzi accolti ad Alessandria da APS Cambalache, ciascuno con la propria storia, che hanno coraggiosamente portato la loro testimonianza su Radio PNR, all’interno dello Spazio Immigrazione curato in collaborazione con l’associazione.

La rubrica riprenderà martedì 29 marzo alle 9.50 in diretta su Radio PNR 96.4, in streaming su http://www.radiopnr.it

Narrazione autobiografica: il ‘viaggio’ continua alla Ristorazione Sociale

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Si è concluso il laboratorio di narrazione autobiografica, condotto dalla Formatrice Francesca Brancato e dal Mediatore Culturale Ahmed Osman, nei giorni 21 e 28 febbraio e 7 marzo 2017, realizzato grazie al contributo per l’integrazione del progetto SPRAR del Comune di Alessandria.

Il laboratorio è stato ideato per consentire una forma libera ma creativa di narrazione della propria storia di viaggio, stimoli e scambi relazionali attivati con l’aiuto di diversi dispositivi narrativi, dalla scrittura al disegno, dal gioco alla poesia.

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Il laboratorio ha coinvolto persone richiedenti asilo e cittadini residenti al fine di consentire la contaminazione dei diversi sapori, incorporati nelle memorie di ogni partecipante e capaci di riallineare ogni partenza, ritorno, compagno di viaggio.

Il narrare ha voluto significare riappropriarsi della propria storia.

“Scrivere sulla propria vita, del proprio viaggio”, hanno spiegato i conduttori, “serve a guardare razionalmente il proprio passato, anche se a volte è doloroso, a creare una distanza critica e a “mettere ordine”, attraverso la stesura delle parole sulla pagina. Usare modalità alternative di linguaggio ci costringe a elaborare, e questo ci aiuta e diventare più consapevoli di quello che siamo, quindi ad affrontare il futuro con più forza.”

Il viaggio è esperienza comune, sia quello attraverso il mare senza alcuna speranza, sia quello relativo ad un trasloco, ad una separazione, ad una nascita. Il viaggio trasforma e conduce in un luogo che è altro da noi e che ci riconduce a noi stessi attraverso l’incontro con l’Altro, il compagno di viaggio, il deserto, il mare, un prato, un abbraccio.

Il gruppo dei partecipanti ha infine deciso di rendere pubblico il percorso di laboratorio esperito e propongono alla cittadinanza una cena presso la Ristorazione §Sociale nella sera di venerdì 31 marzo per assaporare piatti tipici preparatati dai richiedenti asilo e per ascoltare le storie di viaggio narrate e vissute.

(A cura di Francesca Brancato e Ahmed Osman)

Rifugiati e richiedenti asilo in aula con “Bee My Job 2.0” e “Iniziativa Lavoro”

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Si conclude oggi la prima settimana di formazione in apicoltura e agricoltura biologica rivolto a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Quest’anno i progetti “Bee My Job 2.0” e “Iniziativa Lavoro”, promossi da APS Cambalache, portano in aula 25 nuovi studenti. I beneficiari dei progetti sono rifugiati, richiedenti asilo e soggetti deboli, individuati da APS Cambalache, Cissaca, Coompany& e Caritas Diocesana di Alessandria.

Dieci di loro, tutti provenienti dai progetti di accoglienza CAS e SPRAR, parteciperanno alla formazione grazie a “Iniziativa Lavoro”, finanziato dalla Fondazione CRT. Gli altri 15 studenti sono i protagonisti della seconda edizione di “Bee my Job”, il progetto che nel corso degli ultimi 2 anni ha formato 40 nuovi apicoltori e permesso l’attivazione di oltre 20 contratti di tirocinio in aziende apistiche del territorio.

“Bee my Job 2.0”, sostenuto da una rete di 14 partner e dal contributo della Fondazione SociAL, propone un modello innovativo di integrazione socio-economica per rifugiati e titolari di protezione internazionale che mira a costruire le basi per l’avvio di un’impresa sociale agricola, per favorire l’auto imprenditorialità dei beneficiari e l’inserimento lavorativo di soggetti appartenenti alle fasce deboli della popolazione. Tra le novità di quest’anno, infatti, c’è anche l’apertura del progetto a nuove collaborazioni con altri enti del Terzo Settore alessandrino che ha portato all’inserimento di 4 studenti, tra cui una diciannovenne italiana, provenienti da realtà differenti da quella dell’accoglienza.

Il corso, iniziato il 20 febbraio, si svolgerà nella sede dell’ENAIP di Alessandria e di APS Cambalache con la presenza di docenti qualificati e professionisti del settore apistico e agricolo.

I diversi moduli prevedono una formazione specifica in tecniche di agricoltura biologica, in collaborazione con Coldiretti, che preparerà i ragazzi al lavoro nelle aziende agricole. “Bee my Job 2.0”, infatti, estende la possibilità di accedere alle misure di incentivo per l’attivazione dei tirocini anche alle aziende del settore agricolo.

I partecipanti, inoltre, impareranno a condurre un apiario, a conoscere, la biologia dell’ape, l’organizzazione di un alveare, le arnie e le altre attrezzature apistiche, guidati dai professionisti di Aspromiele. Oltre alle lezioni teoriche, sono previste visite in aziende del territorio e a fiere di settore.

A completare la preparazione degli studenti anche alcune nozioni di Educazione alla Cittadinanza, una lezione sulle norme di sicurezza sul lavoro e un corso intensivo di Italiano L2.

Dopo il superamento di una prova finale, i nuovi apicoltori e agricoltori otterranno da ENAIP un attestato che certificherà le loro competenze.

Al termine della formazione i beneficiari dei progetti potranno iniziare le loro esperienze di tirocinio nelle aziende aderenti.

Le aziende apistiche e agricole che attiveranno un contratto di tirocinio con “Bee My Job 2.0” avranno accesso ad una serie di benefici, sia sul piano pratico e organizzativo, sia sul piano economico.

A fronte dell’attivazione di un contratto di tirocinio full time di almeno 6 mesi, APS Cambalache provvederà al rimborso delle prime tre mensilità di retribuzione. L’Associazione fornirà inoltre assistenza, tutoraggio e supporto logistico.

Per maggiori informazioni:

Francesca Bongiorno

E-Mail: francesca.bongiorno@cambalache.it

Telefono: 339 8012937  Facebook: APS Cambalache

Sito: www.beemyjob.it

I nostri Partner:

“Iniziativa Lavoro”: ENAIP, CIA Asti e Consorzio Co.Al.A

“Bee My Job 2.0”: ASPROMIELE, BEE GENERATION, CISSACA, CO.AL.A, COLDIRETTI, COMUNE DI ALESSANDRIA, CONAPI, CONFCOOPERATIVE, COOMPANY & SCS, GESTCOOPER SOC. AGR. COOP, ENAIP, IRECOOP, REGIONE PIEMONTE, UNAAPI

I prodotti Bee My Job di nuovo disponibili

Dopo il successo della campagna di Natale, la nostra dispensa era rimasta praticamente vuota. A riscuotere il favore dei nostri sostenitori è stata soprattutto la new entry del 2016: la crema di miele e nocciole firmata Bee My Job.

Gli ospiti di APS Cambalache che partecipano al progetto Bee My Job, in queste settimane, sono tornati al lavoro e i prodotti da loro realizzati sono di nuovo disponibili.

La “leggendaria” crema miele e nocciole è confezionata in vasetti da 180 grammi ed è in vendita al costo di 8 euro.

Ancora acquistabile anche il nostro miele italiano Millefiori, in vasetto da 300 grammi al costo di 5 euro. Ideale come dolcificante e per combattere naturalmente i piccoli malanni di stagione.

 

Con l’acquisto dei nostri prodotti contribuirete a sostenere il progetto di apicoltura sociale Bee My Job, che anche quest’anno è risultato tra i vincitori del bando promosso dalla Fondazione SociAL.

Costruiamo un’alternativa possibile, in cui i richiedenti asilo sono protagonisti di storie di lavoro e dignità!

Per info e ordini: 339 8012937 (Francesca) o  franceska7@libero.it.

Vi aspettiamo anche nella nostra sede in Piazza Monserrato ad Alessandria.